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Rassegna Stampa
Indirizzo Portoghese
 

Rosa mediterranea

E' stata dura raggiungere Patrizia Laquidara: salta un incontro, ne salta un altro, le mail si perdono, i computer si rompono. Ma alla fine, eccola qui: una mail lunga ed articolata, dove la brava vocalist nostrana si sottopone con divertimento e vitalità al nostro terzo grado. Un vero peccato non averla incontrata "live"...

Indirizzo Portoghese nasce un anno dopo la tua partecipazione a Sanremo, festival che viene considerato alternativamente un traguardo o una maledizione per un artista emergente. Tu, avendo vissuto in prima persona quell'esperienza, "da che parte stai"? E, in generale, che ricordi hai del Sanremo cui hai partecipato?
Non mi e' facile stabilire una parte dove stare. Di certo il festival è anche un'esperienza "traumatica" e io l'ho vissuta non entrandoci dentro completamente. A Sanremo c'e' la musica ma c'e' anche tutto il resto, il grande circo... e io da quest'ultimo ho cercato di stare fuori, forse perché intuivo di non avere le spalle abbastanza forti per affrontarlo. Perciò, per me andare al festival è significato soprattutto stare con gli amici musicisti, godermi da fuori l'atmosfera frenetica (per quanto mi era possibile), vivere l'attesa dell'esibizione e poi l'esibizione stessa con la consapevolezza di ciò che andavo a fare, sapendo l'importanza della cosa.
Del festival a cui ho partecipato ricordo la mia cagnolina Ricotta che correva per tutto l'albergo e io che cercavo di prenderla e poi ricordo l'attesa nella sala verde, prima di cantare. Il cuore che batteva all'impazzata prima di uscire e poi, un bellissimo ricordo, Pippo Baudo che gentilmente e molto galantemente mi ha infilato i sandali li... davanti a tutte le telecamere, dopo la mia esibizione.

Molto galante, concordo. Dal tuo album traspare una cura certosina per gli arrangiamenti, affidati peraltro a musicisti di classe assoluta. Com'è stato lavorare con personaggi del calibro di Rita Marcotulli, Fausto Mesolella e Javier Girotto? Sbaglio o la denominazione comune per quasi tutte le partecipazioni all'album è un certo odore di "mediterraneità" che ben si addice alla connotazione della tua musica?
Non ho lavorato sempre a stretto contatto con questi musicisti perché alcuni arrangiamneti del disco sono stati seguiti e realizzati da Pasquale Minieri, mentre in altri brani sono stata molto più presente essendo mia la produzione artistica. Questi grandi musicisti hanno lavorato per lo più al fianco di Minieri, ma di Rita Marcotulli ricordo soprattutto la grande semplicità e l'attenzione con cui si è dedicata ai miei brani. Oltre naturalmente alla straordinaria bravura per cui ogni cosa che suonava nelle sue mani sembrava un fiore che fioriva...
Fausto Mesolella ha partecipato all'album non solo come musicista ma anche come autore: il brano Le Rose e' stato scritto proprio da lui, ed è per mezzo di esso che ci siamo conosciuti. Mi telefonò dopo avermi sentita a Destinazione Sanremo e mi disse che aveva scritto un brano per me, Le Rose appunto. Non mi sembrava vero: avevo sempre seguito gli Avion Travel e li ho sempre ritenuti uno dei gruppi più interessanti in Italia.
Tutti questi musicisti, è vero, portano con sè un odore di "mediterraneità", e mi si addice, certo, in quanto la mia matrice è mediterranea, ed eseguo spesso in concerti anche brani tradizionali e popolari che provengono dal bacino del Mediterraneo. La sento molto sotto la mia pelle questa musica... anche se devo dire che tutti gli altri musicisti con cui ho lavorato, coloro che mi seguono da diverso tempo, Toni Canto e Mirco Maistro per esempio, hanno esaltato molto questa vena mediterranea. 

A proposito di partecipazioni, il duetto con Mario Venuti è davvero intrigante. Ci racconti com'è andata? Come mai hai scelto proprio un brano come Per Causa D'Amore?
E' andata un po' come per l'incontro con Fausto Mesolella: anche Mario mi sentì cantare a Destinazione Sanremo e scrisse subito questo brano appositamente per me.
Quello che mi colpisce in Mario è come sia ria riuscito a capire i miei gusti sentendo una sola mia esibizione: Mario ha voluto infatti scrivere questo brano dalle evidenti influenze brasiliane proprio perché aveva intuito quanto io fossi legata a questa musica sudamericana. Ci siamo incontrati a Messina quasi un anno fa e mi suono e cantò "per causa d'amore". Mi piacque subito, anche se poi prima di registrarla in studio passò un bel po' di tempo.

Nel tuo album troviamo brani come Le Rose, di costruzione tipicamente italiana, insieme a Sciroppo Di Mirtilli, che denota invece influssi quasi mediorientali: quali sono le tue fonti di ispirazione più evidenti? Quali gli artisti che prendi a modello?
Un'artista che ho preso a modello per molti anni è stato Caetano Veloso e soprattutto la corrente musicale da lui creata insieme a Gilberto Gil, Tom Ze' ecc.: il tropicalismo.
Oltre a questo, ho sempre ascoltato con rispetto e ammirazione le voci brasiliane, da Maria Bethania a Rosa Passos, da Joao Gilberto a Lenine ammirando in loro la pacatezza del suono, la rilassatezza... che non vuol dire affatto assenza di tensione. Ho preso a modello il loro modo di cantare ma ho ascoltato e mi piace ancora molto ascoltare le voci "etniche" passando dalla voce arrochita di Amalia Rodriguez, a quelle di Mercedes Sosa e Viera Bila, Natasha Atlas, Khaled...insomma, le mie fonti di ispirazione credo siano molte e varie.

Molti dei testi che scrivi per i tuoi brani parlano d'amore, ma di un amore psicologicamente complesso, a volte ferito (come in Mielato), altre giocoso (come in Essenzalmente). Qual è la tua visione dell'amore, e quanto autobiografiche sono le tue canzoni da questo punto di vista?
Quasi tutte le canzoni sono autobiografiche anche se mi piace sempre inserirci la finzione, qualcosa che esiste solo nella mia fantasia e che spesso non riesco più a distinguere dalla realtà vera e propria. E' vero che spesso parlo del'amore come di qualcosa di psicologicamente complesso, ma forse dipende dal periodo...ci sono momenti sereni in una storia, altri invece in cui il rapposto tra due persone è un campo di battaglia...

Passiamo alla tua voce. In brani come Caotico la utilizzi come strumento, dando prova delle tue ottime doti canore e prendendoti persino un po' in giro. Ma se non avessi la voce, su quale strumento ripiegheresti più volentieri?
Credo che ripiegherei sul violoncello, perché mi piace il suono, mi piace il modo in cui si suona, il tenere lo strumento lì tra le gambe, in un atteggiamento cosi intimo...

A proposito di brani, ce n'è uno in particolare che mi ha divertito ed incuriosito: ci spieghi meglio chi è Kanzi?
Kanzi e' uno scimpanze molto, moooolto intelligente di cui ho letto un giorno in un giornale. Mi ha stupito leggere di questo animale che sapeva leggere e scrivere, fare i compiti...  e mi sono un po' immedesimata... Cioè, spesso mi descivono come una persona posata, e mi sono divertita a pensarmi come una scimmietta .. è per questo che ho fatto tutti quei versi alla fine del brano...

Il tuo brano Agisce, nella sua versione brasiliana, è stato utilizzato come sigla di coda di un noto programma radiofonico. Qual è il tuo rapporto con la radio e che peso ha avuto nella tua formazione musicale?
Sì, la trasmissione era Hobo e Massimo Cotto decise di inserire il brano come sigla di apertura e di coda... La cosa mi portò fortuna e mi diede conferma di quanto piacesse il brano alla gente. Per il resto io non ascolto molta radio, preferisco ascoltare un cd senza
interruzione e quando sono in auto, se ascolto la radio, mi fermo soprattutto in quelle stazioni dove sento la gente parlare, fare lunghi discorsi, magari non ascolto ma quelle voci mi fanno compagnia.
Non riesco quasi mai a tenere la musica come sottofondo, mi è più
facile ascoltarla con attenzione.

Beh, con la robaccia che passano in radio, forse a volte è meglio limitarla al sottofondo... Rimanendo in tema di media musicali, qual è il tuo parere su internet? Credi che il cosiddetto "fenomeno mp3" sia causa dell'effettiva riduzione di vendite dei cd musicali, o al contrario pensi che possa magari rappresentare proprio una via d'uscita alla crisi?

Sì, credo che si possa uscire dalla crisi tirando fuori dal male il bene, e cioè sfruttando una cosa che per ora ha portato solo riduzione delle vendite e farla diventare un "servizio che serve" alla musica.Non so bene come, perché con internet non ho un gran rapporto, ma credo ci sia modo di uscire dalla crisi. Le strade da intraprendere però devono essere assolutamente nuove.

Hai affrontato la musica d'avanguardia, il tango, la recitazione: dopo Indirizzo Portoghese, quali saranno i tuoi prossimi passi?
Dopo l'uscita del disco mi sono dedicata soprattutto alla promozione di quest'ultimo. ma non ho smesso di occuparmi di altre cose, altri settori musicali.
Ad esempio ho continuato ad cantare in uno spettacolo che si chiama
Veneto Transformer, spettacolo conferenza con e di Emilio Franzina dove canto musiche popolari di emigrazione veneta e non.
Con la pianista Debora Petrina abbiamo in progetto un altro spettacolo, "musiche venete come nuove", dove riproponiamo un repertorio tradizionale veneto con arrangiamenti pianistici e vocali nuovi.
Mi piace occuparmi della musica non in un solo settore ma allargare sempre gli orizzonti...

Giusto e sacrosanto. Ma a questo punto speriamo non si debba attendere troppo un seguito di Indirizzo Portoghese...!

Carlo "Cruel" Crudele

(da Musicboom)



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