{"id":2599,"date":"2013-03-08T18:35:39","date_gmt":"2013-03-08T17:35:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.patrizialaquidara.it\/official\/?p=14"},"modified":"2013-03-08T18:35:39","modified_gmt":"2013-03-08T17:35:39","slug":"cara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.patrizialaquidara.it\/official\/cara\/","title":{"rendered":"Hanno detto di &#8220;CARA!&#8221; &#8230;(recensioni di un album autoprodotto e uscito in  edizione limitata)"},"content":{"rendered":"<p><strong>MESCALINA.IT<\/strong><br \/>\n11\/03\/2014 | di Ambrosia J. S. Imbornone<\/p>\n<p><em>Era il 2001 quando Patrizia Laquidara (una delle voci pi\u00f9 straordinarie che l\u2019Italia abbia avuto modo e onore di annoverare tra le sue, per naturale, sinuosa eleganza, per grana e timbro della voce, personale e suadente, nonch\u00e9 per classe) debutt\u00f2 con l\u2019album, ormai introvabile, Para voc\u00ea querido Ca\u00e9, in cui omaggiava appunto la musica di Caetano Veloso; in questi anni i suoi estimatori le hanno domandato molto spesso una ristampa di quel cd, ma l\u2019artista piuttosto ha pensato di farci un regalo ancora pi\u00f9 prezioso, un disco ad edizione limitata che raccoglie alcune di quelle canzoni e altre cover di classici brasiliani registrati dal 2000 al 2013 in luoghi differenti (anche insoliti e\/o caratteristici, come il Duomo vecchio di Monselice e una sala ottocentesca di Villa Sesso Schiavo di Sandrigo) e con modalit\u00e0 diverse.<\/em><\/p>\n<p><em>Al mutar dei posti e dei tempi corrisponde la variet\u00e0 degli arrangiamenti e della strumentazione, che spazia cos\u00ec dall\u2019estrema, eppure discreta raffinatezza della Stravinski Chamber Orchestra che accompagna la cantante in pezzi come Minha voz minha vida di Caetano Veloso alla pura, lucente bellezza del risuonare di virtuosismi di piano scintillanti e\/o accattivanti nel loro essenziale disegno melodico-ritmico e note fonde di violoncello in brani come Lindeza, ancora di Veloso, o \u00c8 preciso perdoar portata al successo da Jo\u00e2o Gilberto.<\/em><\/p>\n<p><em>Ancora: ci si imbatte in sonorit\u00e0 dal sapore adatto ad atmosfere dalle luci soffuse, percorse da brividi e seduzioni sottili, quali quelle che scaturiscono dagli arpeggi di chitarra o dalla malinconia \u201csquisita\u201d del flauto in Fotografia di Jobim, cos\u00ec come nei suoni ancora pi\u00f9 asciugati e minimali di canzoni come Amor em paz, firmata Jobim\/Vinicius De Moraes, una lunare, irresistibile versione sospirata di Mar e Lua di Chico Buarque, Sonhos di Peninha (che parte lancinante e sofferta a cappella in portoghese, per poi farsi quasi irruente nel cantato dell\u2019adattamento in italiano voce e chitarra), o Samba e amor, ancora di Buarque, per met\u00e0 interpretata nella traduzione italiana di Sergio Bardotti. Questi brani ammalianti sono imperniati sulla sola chitarra di Giancarlo Bianchetti e soprattutto sul calore carezzevole e seducente della voce limpida e setosa della Laquidara.<\/em><\/p>\n<p><em>Queste canzoni spandono la malia viscerale e antica che giace nel ventre caldo della terra e delle sue canzoni popolari (si presti attenzione al fascino quasi doloroso di O ciume di Veloso), cos\u00ec come la levigatezza incantata e lo splendore ricercato che solo la musica dei grandi maestri dischiude e che i ricami meravigliosi della voce avvolgente, accorata e melodiosa di Patrizia amplifica con grazia serena e istintiva (si ascolti ad es. Beatriz di Chico Buarque ed Edu Lobo).<\/em><\/p>\n<p><em>Se nella versione italiana di brani come Eu sei que vou te amar la Laquidara rinnova con il suo stile inconfondibile la canzone d\u2019autore, il portoghese dispiega ed esalta le armonie dense di umori e di passionalit\u00e0 che vibrano nelle sue corde vocali e danzano lievi e delicate, sgusciando fatalmente dal suo mondo interiore. Applausi emozionati.<\/em><\/p>\n<p><strong>MUSICA E DISCHI <\/strong>recensione di Andrea di Renzo<\/p>\n<p>&#8220;Non \u00e8 mai abbastanza ribadire lo straordinario talento di cui \u00e8 dotata Patrizia Laquidara. Un\u2019artista che sa andare \u2018oltre\u2019, sa osare, sa infondere alla sua arte la bellezza e la meraviglia di chi \u00e8 sempre in viaggio e alla ricerca, di chi non si adagia in scelte artistiche ammiccanti o di facile consumo. Patrizia Laquidara \u00e8 un \u2018patrimonio\u2019 inestimabile che l\u2019Italia fatica ancora a comprendere e che, come \u00e8 giusto che sia, cerca territori nuovi e lontani dove traghettare la sua musica, ad esempio il Brasile. L\u2019amore per questa terra \u00e8 innestato nell\u2019artista, catanese di nascita ma cittadina del mondo, che gi\u00e0 nel 2000 realizz\u00f2 il suo primo lavoro discografico, \u201cPara voce querido Ca\u00e9\u201d, un omaggio all\u2019amato Caetano Veloso. A distanza di tredici anni, Patrizia ritorna in quel territorio tanto adorato attraverso \u201cCara!\u201d, album autoprodotto che rappresenta un\u2019antologia di perle bellissime, registrate in tempi e modalit\u00e0 diverse dal 2000 all\u2019ottobre 2013, con musicisti diversi e in luoghi diversi (dal Duomo vecchio di Monselice all\u2019eremo di un monastero, fino al salotto di casa o allo studio di registrazione), nelle situazioni pi\u00f9 scomode o in quelle pi\u00f9 comode, alcune programmate, altre improvvisate. Un lavoro sfaccettato, mutevole, in cammino, in trasformazione, non fisso ma in movimento, come l\u2019animo della Laquidara. Dal vasto canzoniere di Veloso sono tratte Minha voz minha vida, Lindeza e O ci\u00fame; accanto al cantautore di Bahia compaiono altri autorevoli esponenti della musica brasiliana, tra cui Chico Buarque de Hollanda (Mar e Lua), Ant\u00f4nio Carlos Jobim e Vinicius De Moraes (Amor em paz), Ant\u00f3nio Carlos Silva (O Antonico). Presenti Eu sei que vou te amar\/Io so che ti amer\u00f2 e Samba e amor\/Samba e amore nella traduzione italiana dell\u2019indimenticato Sergio Bardotti; mentre Sonhos\/Sogni di Peninha \u00e8 tradotta dalla stessa Laquidara.&#8221;<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ISOLA DELLA MUSICA ITALIANA<\/strong> intervista di FAbio Antonelli<\/p>\n<p>Cara! Una meteora di rara luminosit\u00e0<br \/>\nAi fan di Patrizia Laquidara, agli internauti pi\u00f9 incalliti, ai rabdomanti sempre in cerca di musica di qualit\u00e0 non sar\u00e0 certo sfuggita l\u2019apparizione sul sito dell\u2019artista (www.patrizialaquidara.it), nel mese di novembre dell\u2019anno appena concluso, di Cara!, un\u2019autoproduzione in edizione limitata prodotta dall&#8217;Associazione Culturale Luna Nordestina e messa in vendita solo online e solo per un mese. Una meteora di rara luminosit\u00e0. Ecco, per chi se la fosse persa, un\u2019intervista con l\u2019autrice di questo prezioso disco.<\/p>\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea di realizzare Cara!, un disco che ti vede per la prima volta in veste d\u2019interprete e non di cantautrice?<\/strong><br \/>\n<em>Devo anzitutto premettere che io amo interpretare nella stessa misura in cui amo scrivere. A volte, anzi, l&#8217;essere solo interprete mi d\u00e0 la sensazione di poter vivere il mio canto con maggior libert\u00e0. Cantare cose che io non ho scritto, storie che non conosco, che non so come sono nate, mi d\u00e0 la possibilit\u00e0 di inventare mondi sempre diversi.<\/em><br \/>\n<em> Scrivere \u00e8 un lavoro creativo, ma cantare \u00e8 inventare. Se canto ci\u00f2 che \u00e8 stato scritto da qualcuno che non sono io, quella storia \u00e8 un territorio completamente inesplorato, \u00e8 come addentrarsi in un sentiero sconosciuto che non sai mai dove ti porta.<\/em><br \/>\n<em> Di l\u00e0 di questo, ho tutta l&#8217;intenzione di scrivere ancora e molto. Quest\u2019album, Cara!, \u00e8 stato una specie di felice parentesi, quasi un appunto durante un periodo che mi vede invece concentrata sulla scrittura del mio prossimo album, che vorrei uscisse quest&#8217;anno.<\/em><br \/>\n<em> Ho sempre avuto tempi lunghi di gestazione, visto che sono molto meticolosa e critica con me stessa. Cara! invece \u00e8 arrivato pi\u00f9 facilmente, per questo parlo di parentesi felice. Mi sono seduta ad ascoltare e ho ripreso in mano cose che avevo gi\u00e0 registrato in passato e che volevo far riascoltare e poi ho aggiunto brani nuovi, reduce anche dalla mia terza tourn\u00e9e in Brasile che mi ha dato nuovi spunti, nuove conoscenze. Io, che come ho detto amo interpretare, ho trovato in Brasile un bacino immenso di perle preziose. Ne \u00e8 uscito cos\u00ec un disco piuttosto eterogeneo e \u201csui generis\u201d dove la ricerca di un suono unico che accompagni tutto il disco non \u00e8 una prerogativa. S\u2019incontra invece una voce che si muove, che cambia nel tempo e che \u00e8 cambiata dal tempo, che muta in base agli spazi e a dove risuona.<\/em><\/p>\n<p><strong>Parlavamo di un disco \u201cindipendente\u201d, per esempio, dove l\u2019hai registrato?<\/strong><br \/>\n<em>Alcune cose sono state registrate in casa, altre in un eremo, altre in studio (qui a fianco una foto con Federico Pelle negli studi Basament Record), altre ancora nelle stanze di una villa e alla fine ne \u00e8 uscito un lavoro autoprodotto che ho reso acquistabile solo per un mese sul mio sito ufficiale. \u00c8 una sorta di regalo per le persone che mi seguono e che spesso negli anni mi chiedevano di poter ascoltare dei classici brasiliani da me interpretati. Tutto questo per far capire che Cara! \u00e8 un progetto particolare e non il nuovo disco ufficiale con il quale presentarmi al pubblico dopo Il canto dell\u2019Anguana.<\/em><\/p>\n<p><strong>In proposito, se per\u00f2 qualcuno leggendo questa intervista fosse interessato all\u2019acquisto di Cara!, non pu\u00f2 pi\u00f9 farlo perch\u00e9 il disco era acquistabile solo fino alla fine di novembre? O si faranno delle eccezioni?<\/strong><br \/>\n<em>Si faranno delle eccezioni, perch\u00e9 la gente continua a richiedere il disco ed \u00e8 stato richiesto anche all\u2019estero. Sono arrivate richieste dal Giappone, dalla Francia dal Brasile stesso &#8230; quindi ho deciso di venderlo ai miei concerti e di venderlo allo stesso prezzo con cui \u00e8 stato venduto online nel mio sito. Questo perch\u00e9 una parte dei proventi sar\u00e0 devoluta a un orfanotrofio che si chiama Copame e che ho visitato quest&#8217;anno durante il mio tour in Brasile e pi\u00f9 precisamente a Santa Cruz do Sud (qui un concerto proprio a Santa Cruz do Sud).<\/em><br \/>\n<em> Con Giancarlo Bianchetti, talentuoso chitarrista che mi ha accompagnato durante tutta la tourn\u00e9e, abbiamo suonato all&#8217;interno dell&#8217;orfanatrofio ed \u00e8 stata un\u2019esperienza meravigliosa cantare di fronte a quei bambini che ci ascoltavano rapiti, assetati di musica, assetati di altro &#8230; L&#8217;orfanotrofio ospita 42 bambini tra gli 0 e i 12 anni. \u00c8 un&#8217;esigenza forte per me mantenere un contatto con questa istituzione, con questi bambini, che mi permette anche in qualche modo di ricambiare, nel mio piccolo, il tanto che ho ricevuto da questo paese e da quest\u2019ultimo viaggio.<\/em><\/p>\n<p>Questa tua passione per la musica brasiliana nasce dalla lunga esperienza del triplice tour in Brasile o era una passione che avevi gi\u00e0 dentro e, anzi, il tour in Brasile ne \u00e8 stata la logica conseguenza?<br \/>\n<em>(ride) No, sicuramente \u00e8 la seconda che hai detto, il tour \u00e8 stato una conseguenza. Infatti, come ti dicevo, le prime canzoni le ho registrate nel 2000&#8230;<\/em><\/p>\n<p><strong>Brani che partono da lontano dunque.<\/strong><br \/>\n<em>Si, assolutamente. \u00c8 anche vero che sono stata in Brasile per la prima volta nel \u201991, ma quello \u00e8 stato un viaggio che non aveva niente a che fare con la musica e anzi neppure conoscevo la musica brasiliana. Fu un&#8217;esperienza molto particolare, molto dura e in alcuni momenti anche drammatica; infatti, durante quel viaggio ho visto gente morire, gente portata in prigione, ho visitato le favelas pi\u00f9 povere del nordest. Era il periodo degli squadroni della morte e durante la mia permanenza una notte uccisero diversi bambini nelle strade di Recife. Sono stata vicina a chi lottava per la riforma agraria e ho visto i lavoratori della canna da zucchero dentro le piantagioni che lavoravano dalla mattina alla sera, senza alcun diritto, veri e propri schiavi.<\/em><br \/>\n<em> Sono poi tornata in questi luoghi, ma molto pi\u00f9 avanti e gi\u00e0 io ero cambiata, pi\u00f9 pronta a vedere tutto ci\u00f2. Quel primo viaggio, invece, fu molto duro per me, molto penoso, anche se lo ricordo ora come un&#8217;esperienza preziosa e formativa per la mia vita, per la mia visione del mondo. Dopo quel viaggio, ho messo per molti anni da parte il ricordo di ci\u00f2 che avevo visto e vissuto\u2026 era cos\u00ec inconciliabile con la vita che vivevo qui in Italia, troppo penoso da ricordare. Grazie alla musica poi mi sono riavvicinata a quel paese lontano, feroce e pieno di bellezza, espressa con la musica che fa e che dona al mondo.<\/em><br \/>\n<em>Mi sono cos\u00ec nuovamente riavvicinata a quel primo viaggio, che ormai avevo metabolizzato, e a quel paese. In seguito il Brasile \u00e8 sempre stato nei miei interessi e ci sono tornata spesso, portata soprattutto dalla musica fino alla mia ultima tourn\u00e8e di quest&#8217;anno, durata un mese e mezzo, lunga seimila chilometri.<\/em><\/p>\n<p><strong>Tornando al disco, oltre a bellissimi brani pescati dalla migliore tradizione, troviamo splendide illustrazioni, dei veri e propri ritratti di te.<\/strong><br \/>\n<em>Si, le illustrazioni sono state realizzate da Miriam Pertegato, le ho chiesto di disegnare per me lasciandole per\u00f2 la massima libert\u00e0. Sapevo che lei avrebbe fatto un lavoro cosi bello. E poi ho chiesto a Giuli Barbieri, un&#8217;altra cara amica, di occuparsi della grafica. Cosi com\u2019\u00e8 successo per Il canto dell&#8217;Anguana, ci tengo ad avere l&#8217;ultima parola su ci\u00f2 che poi uscir\u00e0, su ci\u00f2 che mi rappresenter\u00e0. Seguo i miei lavori in toto perch\u00e9 la copertina, la grafica, come le foto, i colori, sono per me un prolungamento di ci\u00f2 che si trova all&#8217;interno, della musica. Sapevo che con queste due amiche donne non avrei avuto nessun problema e che mi ero affidata a buone mani, a chi con me \u00e8 capace di risuonare.<\/em><\/p>\n<p><strong>Una volta tanto non sei fotografata, ma ritratta attraverso dei disegni.<\/strong><br \/>\n<em>Volevo un lavoro pi\u00f9 \u201cpoetico\u201d, pi\u00f9 evanescente e sapevo che potevo ottenerlo affidandomi ai disegni di Miriam, che potevo ottenerlo \u201crimandando\u201d alla mia immagine invece che fotografarla. Tutto questo rispecchia anche l&#8217;idea di un disco \u201ctrasversale\u201d rispetto ai miei lavori precedenti. Inoltre mi piace mettere insieme pi\u00f9 forze, lavorare a un progetto comune dove c&#8217;e&#8217; spazio anche per la creativit\u00e0 altrui, com\u2019\u00e8 stato per questo lavoro e anche per il precedente. Questa volta per\u00f2 \u00e8 stato pi\u00f9 facile ottenere il risultato, forse perch\u00e9 siamo donne, forse perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 una sensibilit\u00e0 comune,<\/em><\/p>\n<p><strong>I disegni, davvero molto belli, s\u2019inseriscono perfettamente in un libretto decisamente minimalista.<\/strong><br \/>\n<em>Si, hai ragione, minimalista \u00e8 un termine esatto. L&#8217;ho voluto cosi. Infatti, non ho inserito nemmeno i testi, sebbene un testo che ho cantato in italiano, sia stato tradotto da me. Ho invece inserito alcune mie poesie che, chiamarle poesie (io che per la poesia ho un rispetto assoluto), mi sento sempre in imbarazzo. Li chiamo quindi testi poetici.<\/em><br \/>\n<em> Un testo che nasceva gi\u00e0 in portoghese due anni fa e altri brevi appunti che si sposavano bene con ci\u00f2 che volevo comunicare con la voce. Ho sempre un po\u2019 di ritrosia nel far leggere le cose che scrivo se non sono dentro a una musica, ma questa volta sono stata dolcemente spinta dalla mia grafica che, lette alcune mie cose, mi ha spronato a pubblicarle. D&#8217;altronde scrivo molto, racconti, fiabe, appunti, testi poetici e pi\u00f9 volte mi \u00e8 stato chiesto di pubblicarli e credo che un giorno lo far\u00f2\u2026 ricordo ancora il mio primo diario all&#8217;et\u00e0 di 8 anni. Ho scatole pieni di fogli, quaderni, diari su cui ho appuntato storie, impressioni, sogni, testi.<\/em><\/p>\n<p><strong>Di solito chiedo subito il perch\u00e9 di un certo titolo dato a un disco, non l\u2019ho fatto fino ad ora, rimedio subito, perch\u00e9 Cara!?<\/strong><br \/>\n<em>Lo spiego nel libretto\u2026<\/em><\/p>\n<p><strong>Lo so lo so (rido), vorrei per\u00f2 lo spiegassi a chi ci legge.<\/strong><br \/>\n<em>Hai ragione. Beh, innanzitutto \u201ccara\u201d \u00e8 una parola presente sia nella lingua italiana sia in quella brasiliana, anche se con significati totalmente diversi. In quest\u2019ultimo tour, ho cantato anche in comunit\u00e0 che avevano una discendenza italiana, con figli e nipoti d\u2019immigrati italiani. Spesso le persone che incontravo in questi posti mi facevano leggere le lettere dei primi immigrati e queste iniziavano tutte con \u201ccara\u201d: \u201ccara moglie, cara fidanzata\u201d, ecc. . Cara inoltre, come mi \u00e8 cara la musica brasiliana, fonte di tanta gioia e conforto per me. Ma, soprattutto, \u201ccara\u201d in brasiliano significa \u201cfaccia\u201d e in questo disco mi sono esposta soprattutto con la voce e la mia voce \u00e8 la mia faccia, la mia identit\u00e0. Ecco dunque perch\u00e9 Cara!.<\/em><\/p>\n<p><strong>Si pu\u00f2 dire che quasi ti sei messa pi\u00f9 a nudo qui, in veste d\u2019interprete, che non nei tuoi dischi precedenti dove eri anche autrice dei testi?<\/strong><br \/>\n<em>Beh, in un certo senso s\u00ec. In questo ultimo album sono tutte canzoni meravigliose che lasciano il segno e alcune, essendo dei classici, sono anche molto difficili da interpretare perch\u00e9 hai alle spalle grandissime interpretazioni. Mi sono ritrovata spesso con la voce messa a nudo, accompagnata da una sola chitarra, da un pianoforte e un violoncello, da un&#8217;orchestra dove ho cantato in presa diretta, non potendomi permettere correzioni. \u00c8 chiaro che la voce \u00e8 cos\u00ec molto pi\u00f9 \u201cscoperta\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00c8 proprio quello che intendevo dire. A tratti \u00e8 quasi come se camminassi sospesa su un filo, soprattutto in quei passaggi pi\u00f9 difficili, quando magari ti avventuri con la sola voce.<\/strong><br \/>\n<em>Si, anche se comunque penso che in alcuni episodi la voce venga fuori con una potenza che non ho usato nei miei dischi come Funambola o come Indirizzo portoghese.<\/em><\/p>\n<p><strong>Indubbiamente, \u2018potenza\u2019 mista a fascino ed eleganza.<\/strong><br \/>\n<em>Grazie. Devo dire per\u00f2 che sono stata ottimamente accompagnata: con me nel disco compaiono musicisti come Paolo Birro, Giancarlo Bianchetti, Marumo Sasaki, solo per citarne alcuni&#8230;<\/em><\/p>\n<p><strong>Ci sono date previste in cui presenterai questo disco?<\/strong><br \/>\n<em>No, se intendi date specifiche. Adesso sto gi\u00e0 facendo delle date e anzi sto partendo con un tour prevalentemente teatrale che giunger\u00e0 fino a quasi fine febbraio. Da marzo in poi si aprir\u00e0 una nuova stagione, con delle novit\u00e0. In questi concerti sicuramente inserir\u00f2 qualcosa in pi\u00f9 di brasiliano, per ricordare che esiste \u201cCara!\u201d e per dare un filo logico a quello che sto facendo, per\u00f2 non saranno mai concerti che parlano solo di questo lavoro.<\/em><\/p>\n<p><strong>Tornando per un attimo alle tracce del disco, vuoi forse aggiungere qualche altra considerazione?<\/strong><br \/>\n<em>Questo \u00e8 un disco in cui mi sono esposta tanto, \u00e8 come un excursus. La prima registrazione \u00e8 fatta nel 2000, l\u2019ultima nell\u2019ottobre del 2013. Si sente una voce che nel tempo \u00e8 cambiata moltissimo. Quest\u2019aspetto \u00e8 per me interessante, perch\u00e9 contiene anche imperfezioni, contiene anche cose che possono risultare non sempre piacevoli. Per esempio, ho scelto alcuni pezzi, tra quelli cantati dieci anni fa, in cui ho messo in primo piano l\u2019orchestrazione e non la voce, perch\u00e9 la voce era ancora immatura per interpretare certe cose. Per\u00f2 ho voluto ugualmente inserirle, perch\u00e9 si capisse come una voce, nel tempo, possa cambiare. \u00c8 stato dunque un modo per tornare in contatto con me, con la mia voce, un guardarmi allo specchio.<\/em><\/p>\n<p><strong>Anche le registrazioni quindi hanno salti temporali e location diverse?<\/strong><br \/>\n<em>S\u00ec, infatti qualcosa \u00e8 stato registrato in uno studio di registrazione (qui a fianco una foto con Giancarlo Bianchetti) ma altre cose sono state registrate in luoghi come una stanza della villa Sesso Schiavo a Sandrigo, la Chiesa dell&#8217;Eremo di Santa Maria di Isola Vicentina. Quasi tutti luoghi che non sono predisposti alla registrazione e quindi devo ringraziare la disponibilit\u00e0 delle persone che mi hanno concesso questi spazi. Oltre a ringraziare il chitarrista con cui collaboro, Giancarlo Bianchetti, che ha fatto alcune riprese audio in maniera ottimale e che ha anche mixato alcuni brani, oltre ad aver suonato magistralmente grazie anche al suo profondo amore per la musica brasiliana.<\/em><\/p>\n<p><strong>Scusa se riprendo un concetto gi\u00e0 espresso, mi pare di aver capito che questo disco \u00e8 stato il tuo modo di allontanarti dalla musica brasiliana per intraprendere un percorso totalmente diverso, puoi gi\u00e0 anticipare qualcosa di ci\u00f2 che sar\u00e0 il nuovo disco o \u00e8 un po\u2019 presto?<\/strong><br \/>\n<em>Fare questo disco \u00e8 stato una specie di catarsi, dove in qualche modo mi sono \u201cliberata\u201d di tanto materiale sonoro, nel senso che l&#8217;ho cantato, l&#8217;ho messo in circolo, l&#8217;ho liberato da me e da questo mi sono anche in qualche modo \u201csmarcata\u201d.<\/em><br \/>\n<em> Parlare del lavoro prossimo invece \u00e8 prematuro, anche se, ascoltando i provini per il nuovo album, mi rendo conto che l\u00ec di brasiliano non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 niente ed \u00e8 anche per questo che ho voluto fare un disco di cover brasiliane, per non portarmi poi questo materiale nel prossimo lavoro. Preferisco per\u00f2 non anticipare nulla perch\u00e9 ho bisogno di rifletterci ancora, capire quali nuovi percorsi intraprendere e, questo, si vedr\u00e0 soprattutto con gli arrangiamenti e con chi li far\u00e0. \u00c8 una scelta che voglio fare in maniera accurata.<\/em><\/p>\n<p><strong>La tempistica?<\/strong><br \/>\n<em>Beh, anche qui \u00e8 difficile fare previsioni, mi ritengo molto fortunata perch\u00e9 spesso mi richiedono collaborazioni, nell&#8217;ambito teatrale soprattutto. La conseguenza \u00e8 che spesso mi trovo ad avere poco tempo per me, per lavorare sulle mie cose. Ad aprile ci sar\u00e0 poi un progetto molto interessante, dove mi esibir\u00f2 con un\u2019orchestra. Sar\u00f2 accompagnata da venti elementi e sar\u00e0 un\u2019esperienza molto bella, ma dovr\u00f2 lottare con le unghie per ritagliarmi spazi da dedicare alla scrittura del mio nuovo disco e riuscire a canalizzare le energie necessarie alla realizzazione dell\u2019intero progetto, che nei prossimi mesi diventer\u00e0 assolutamente prioritario, se davvero vorr\u00f2 uscire con il nuovo disco entro la fine del 2014.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESCALINA.IT 11\/03\/2014 | di Ambrosia J. S. 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